Karnak Reborn

I PG si trovano di fronte una scelta difficile. Firmare il contratto proposto da Kettermaul Chartagnion, e quindi potenzialmente allearsi a un uomo di tale fattura, oppure proseguire le indagini per conto proprio? Di fronte al quesito, valutano assieme le diverse opportunità a loro disposizione, una volta lasciati soli nel sotterraneo in cui ha avuto luogo la riunione.

I punti di vista sono diversi, poi prevale la scelta di firmare l’accordo, anche perché si tratta di una scrittura privata che coinvolge Chartagnion come persona e non in quanto pubblico ufficiale.
Mentre discutono, Oyun decide di affidarsi alle sue capacità medianiche per intuire quale sia la strada giusta da percorrere. In pochi secondi disegna su di un foglietto una scena. Un portico. Delle persone al lavoro. Probabilmente quella che è una legatoria. In primo piano c’è un uomo, che tiene in mano un’edizione lussuosa delle Discipline di Asmodeus, il testo sacro della Chiesa di Asmodeus. Il disegno si anima. L’uomo in primo piano si muove e si avvicina a un’altra figura, che risulta essere la persona che Alaqai aveva già scorto nel quadro di Azaneta, durante l’esposizione tenutasi qualche giorno prima nella locanda Death & Taxes.

Una volta raggiunto lo studio di Kettermaul Chartagnion, i PG – alla presenza del Generale Orothonos, dello stesso Arciprofano e del Notaio – siglano il contratto. Non prima di aver notato che la biblioteca personale di Chartagnion contiene il libro visto nel disegno di Oyun. Curiosi, i PG chiedono maggiori informazioni e vengono a sapere che quell’edizione è stata realizzata da Tyan Varnelion, stimato libraio di Corentyn, su commissione della famiglia Thrune. Un’opera di finissimo artigianato, che a suo tempo è valsa a Varnelion un premio consegnatogli dalle autorità di Cheliax, rappresentate sul territorio dallo stesso Chartagnion.

Il contratto viene siglato. I PG si impegnano a recarsi ad Azir per cercare informazioni su possibili contatti tra l’Aspis Consortium e alcuni traffici illeciti che preoccupano non poco gli informatori di Chartagnion. In cambio, vengono date loro informazioni precise sul luogo dove i bambini scomparsi vengono tenuti prigionieri, assieme alla possibilità di interrogare il Tiefling che il giorno prima ha aggredito Jagr, Alaqai, Kilvall e Oyun.
L’interrogatorio si svolge nella microscopica cella dove la creatura attende il proprio destino. Al Tiefling, ormai rassegnato a vivere una vita orribile nelle segrete di Corentyn, viene chiesto dei suoi rapporti con Aleonor, l’elfa scura emissaria del Nephandum.
Le rivelazioni del Tiefling riscrivono un’altra volta gli avvenimenti. Ha incontrato l’elfa presso la locanda Death & Taxes, il giorno dell’arrivo dei PG. Lei li aveva notati, assolutamente in modo casuale, durante i loro primi spostamenti in città, quando ancora non avevano incontrato (lo avrebbero fatto di lì a poche ore) il libraio Almig Raithanoss. Da qui la decisione di assoldare un sicario per ucciderli, e quindi di rivolgersi a uno dei migliori in città.

Aleonor, a quanto rivela Occhi Rossi (questo il nome del Tiefling che ha cercato di uccidere i PG), si trovava in città da qualche tempo per concludere un affare, poi sfumato per motivi che a lui sfuggono. Occhi Rossi non sa di che affare si tratti, ma sospetta che abbia a che fare con uno dei motivi principali per cui Corentyn è conosciuta: traffici illeciti e contrabbando di oggetti sacri, votivi e manufatti religiosi. In quel momento Jagr ha uno scatto: che l’elfa scura stia cercando la Maschera di Mektep-Han?

Dopo aver concluso l’interrogatorio, i PG si recano nel luogo descritto loro da Kettermaul Chartagnion. Si tratta di un vecchio mulino abbandonato a due ore di cammino da Corentyn, che negli anni è stato riadattato a villa padronale. Abitato fino a una cinquantina di anni fa dalla famiglia Khaynerios, è vuoto da quando i membri sono stati arrestati perché finiti nel mirino della Casa Reale Thrune. La villa e i terreni sono stati espropriati e – in un complesso schema di giochi di potere – consegnati alla gestione della famiglia Menavue, che tra le altre cose detiene il monopolio della produzione di monete dell’Impero, incarico conferitole dalla stessa Casa Reale non appena giunta al potere.

In apparenza disabitata, la villa padronale dei Khaynerios è teatro di un combattimento feroce tra i PG e due persone, uccise non senza fatica. Il primo, un uomo alto, robusto, dai lineamenti che richiamano alle popolazioni di Irrisen, è la persona che compare nel quadro di Azaneta e nel disegno visionario di Oyun. Il secondo ricorda molto – anzi, quasi sicuramente è lui – il libraio Tyan Varnelion.
I PG esplorano i sotterranei della villa, guidati dai lamenti dei bambini. Scoprono quattro di essi, malconci ma in salute, rinchiusi in minuscole gabbie di legno. Un quinto è stato ucciso selvaggiamente, appeso a due catene legate al soffitto e squartato come si fa con la cacciagione da scuoiare, in quello che sembra un macabro rituale. Altri due bambini sono stati imbalsamati e ora si trovano a comporre l’arredamento di quello che ha tutte le sembianze di un altare maligno. Al centro di questa struttura, evidentemente artigianale eppure non priva di un certo alone malevolo, il simbolo di Mektep-Han.

Rovistando tra gli effetti personali dei due rapitori, i PG trovano un portadocumenti con le insegne della legatoria di Varnelion. Esso contiene delle pergamene scritte in un alfabeto che ricorda la scrittura di Osirion e i simboli presenti sulla croce di Mektep-Han. Sul corpo dell’uomo di Irrisen vengono invece ritrovati dei documenti scritti in cheliaxiano (probabilmente dei contratti) che riportano il timbro di una società commerciale: AKND, accompagnato da una croce di Mektep-Han stilizzata. Un particolare inquietante: nei sotterranei della villa le coperte ritrovate fanno pensare alla presenza di una terza persona.
La caccia, quindi, non è ancora conclusa.

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Kyras

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