Karnak Reborn

I PG salpano da Corentyn alla volta di Azir, la capitale dello stato di Rahadoum. Il viaggio dura tre giorni, a bordo della Nave Ausiliaria “Blackened”. Il capitano, un uomo burbero e taciturno di nome Abel Steer, si fa chiamare da tutti “Lord Abel”, adducendo a un non meglio precisato passato nobiliare.

La ciurma, 30 persone in tutto, è di estrazione militare, sebbene nessuno di loro indossi divise militari nel senso classico del termine. Anzi, i PG notano presto alcuni simboli a bassa visibilità che raffigurano una manticora stilizzata, accompagnati da un’ancora rossa incrociata a un pugnale, il tutto su sfondo nero. Ciò porterebbe a pensare alla brigata navale d’appoggio alla Manticore Squad di Corentyn, i temibili cavalieri manticora.

Arrivati ad Azir, conosciuta anche come “Porto senza Dio”, i PG passano, non certo senza fatica, i serrati controlli della Pure Legion, la guardia speciale incaricata di stanare e combattere ogni indizio di fede organizzata e di culto religioso. Dopo di che, dopo una notte di attesa “ospiti” della Legione e alcuni interrogatori, ottengono un permesso temporaneo che vale 90 giorni, limitato alla città di Azir escludendo uffici pubblici.
Si recano presso “Opera 23”, il negozio di liuti e strumenti musicali gestito da Varkonarr Wintrish, famoso artigiano originario di Corentyn nonché amico di Kettermaul Chartagnion. L’uomo, il quale possiede tra le altre cose una qualche strana capacità medianica, è già stato avvertito del loro arrivo e si dimostra disponibile ad aiutarli, seppure con qualche riserva. Si dice in grado di fornire loro supporto logistico, informazioni ed eventuali contatti per aiutarli nelle loro indagini, che in questo punto della vicenda riguardano le attività dell’Aspis Consortium tra Azir e Corentyn.
Allo stesso tempo, consegna ai PG un cristallo di ametista, un oggetto prezioso che consente la comunicazione a distanza e tramite cui chiede di essere aggiornato quotidianamente sugli sviluppi. Wintrish provvede inoltre a cambiare le monete dei PG e a fornire loro una ingente quantità di oppio e altre sostanze, che in un luogo sregolato e vizioso come questo possono tornare più utili del danaro per ottenere informazioni o scambiare beni e prodotti.

Muovendosi in città, i PG hanno modo di notare le grandi differenze che intercorrono tra Rahadoum e gli altri reami. Clima a parte, che qui è molto secco e spesso durante la giornata tocca i 40 gradi all’ombra, l’architettura della città rompe le solite geometrie barocche o tardo-gotiche cui il gruppo era abituato. Lo stile di edifici e abitazioni è moresco, mancano templi, chiese e altre strutture votive. Non ci sono riferimenti religiosi nei nomi di negozi ed esercizi pubblici, l’erboristeria – e non la magia dei chierici – è l’unica forma di cura contro ferite e malattie. Gli unici maghi riconoscibili come tali sono le Vesti Viola dell’Occularium, l’Accademia magica di Rahadoum, in perenne lotta contro la desertificazione. Tutto questo a fronte di un importante impegno dei cittadini nella gestione della “cosa pubblica”: manifestazioni, incontri pubblici, dibattiti, incontri culturali, proteste. Il tutto gestito entro principi e schemi propri di una democrazia.

Non sapendo bene come muoversi, i PG iniziano a fare domande nella zona del porto, anche recandosi presso la locale sede della “_Devil’s Brigade_”, la compagnia di commercio schiavi che avevano già incontrato durante le loro indagini a Corentyn, e cercando informazioni su un’eventuale sede locale della AKND. Vengono così a sapere che, da circa un anno, i commerci con Cheliax si sono intensificati: i prodotti del Garund vengono venduti a prezzi praticamente stracciati, il governo di Rahadoum ha ridotto tasse e dazi nei confronti dei partner cheliaxiani, i grossi gruppi commerciali di Cheliax di colpo si sono dimostrati molto più propensi a commerciare e a fare affari, investendo grossi capitali. Come se non bastasse, le navi di Cheliax sono quelle meno attaccate dai pirati. Per quanto sia libero, il mercato non può sostenere ritmi così vertiginosi, né cambiare in così poco tempo: è chiaro che dietro a tutto questo c’è la mano dell’Aspis Consortium. E ciò conferma i dubbi espressi a suo tempo dall’Acriprofano Kettermaul Chartagnion.

Il gruppo viene anche a sapere che la AKND non ha un ufficio ad Azir. È un mezzelfo a gestire tutte le attività, anche se nessuno sa indicare dove viva o dove si trovi. Compare quando sta per raggiungere qualche nave da Cheliax, contratta, vende e scompare. Tutto qui.
L’informazione è comunque importante, data la bassissima percentuale di mezzelfi presenti in città, che si conteranno sulle dita di una mano.

La sera accade qualcosa che cambia ancora una volta trama agli eventi. I PG si imbattono in un gruppo di scarabei giganti, piaga della città di Azir, che ha appena attaccato un gruppo di persone. Riescono a sconfiggere gli insetti e, a combattimento concluso, si accorgono che l’unica persona rimasta in vita é una ragazza. La sua scorta, essenzialmente soldati semplici e quattro portantini, è stata sbranata. La giovane, ferita, con un filo di voce, prima di svenire chiede di essere portata alla residenza degli Zahur-Rani…

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Kyras

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