Karnak Reborn

Le prime indagini

Siamo presso la locanda Death & Taxes. Al tavolo dei PG si uniscono Indra Raithanoss, moglie del librario Almig, e Gaviron Shinat. Quest’ultimo ha vissuto per molti anni in viaggio con i suoi genitori, due saltimbanchi che gestivano uno spettacolo itinerante. Stancatosi di questa vita, si è trasferito a Corentyn, dove ora gestisce un fiorente commercio di spezie da Garund verso gli Stati del Nord.
Gaviron, che per conto proprio ha condotto delle indagini, mostra ai PG la lista dei bambini scomparsi, che sono sette e non otto come si pensava in un primo momento.
Mentre la descrizione di Gaviron prosegue, in locanda entra Oyun, lo sciamano amico di Alaqai, messosi sulle tracce della barbara guerriera perché la sente in pericolo. I due si salutano dopo tanto tempo, e l’emozione è forte in entrambi. Vengono avvicinati da Azaneta, la Tiefling che sta allestendo la propria mostra di quadri: ma la donna rivela un forte disagio nello stare accanto ad Alaqai.

Tuttavia, mentre ai PG vengono comunicati i nomi dei bambini scomparsi, la loro età, e una sommaria descrizione delle famiglie di appartenenza, Alaqai cerca comunque di avvicinare Azaneta, la quale per tutta risposta non la degna di uno sguardo e le consegna un disegno con una croce di Osirion. Un antico simbolo filosofico-religioso del decaduto Impero, che però è difficile da collegare a quanto stanno vivendo i PG.

Sempre nel corso della serata, Alaqai vuole osservare da vicino i quadri di Azaneta. Si tratta di dipinti speciali, come le ha detto Oyun. E infatti alcune opere assumono un certo tipo di tridimensionalità, se osservate da angolazioni particolari. In uno di questi quadri, Alaqai scorge due figure, che stanno parlando tra di loro sulla banchina del porto: la prima indossa un mantello con le insegne degli ufficiali di Cheliax. Il secondo, un tabarro con lo stesso simbolo osiriano disegnato da Azaneta pochi minuti prima. Come i PG apprendono da successive indagini, l’uomo con le insegne di Cheliax potrebbe appartenere a qualche Ministero, oppure alle Forze Speciali.

Nel frattempo, Oyun utilizza i suoi poteri di vaticinio, e vede un uomo che, al lavoro nel suo ufficio, viene criticato pesantemente da alcuni pubblici ufficiali per alcune cose che avrebbe scritto in una sua opera.

Il giorno dopo, i PG si recano al Museo di Storia di Cheliax, curato da Zefiro Balinger, zio di uno degli scomparsi, il quale però non fornisce loro informazioni significative.
A seguire, vanno a trovare Marconarr Ablus Belverio, uno degli scrittori dell’Opera di Corentyn e padre di uno dei bambini rapiti, che si rivela essere l’uomo della visione di Oyun. Belverio di recente ha ricevuto pesanti critiche da alcuni ufficiali governativi, che lo hanno minacciato per alcuni passaggi di una sua sceneggiatura, a loro dire troppo morbida nei confronti dei fedeli di Sarenrae.
Questo potrebbe alimentare il sospetto che le sparizioni dei bambini siano un qualche tipo di avvertimento. Belverio, poi, forse peccando di confidenza, si lascia scappare un’informazione preziosa: il curatore del Museo di Storia, Zefiro Balinger, disobbedisce agli ordini delle autorità di Cheliax, che impongono la distruzione di tutte le opere e dei reperti che contraddicono la versione ufficiale della Storia dell’Impero, come da decreto di Casa Thrune. Invece di eliminare tali reperti, Balinger li consegna alla Pathfinder Society, associazione semisegreta di Absalom che, tra le altre cose, cerca di avversare in ogni modo l’azione distruttrice di Casa Thrune.
Valgono questi due elementi per costruire un movente comune? Forse: certo è che non tutte le famiglie degli scomparsi si conoscevano tra di loro, quindi perché colpirle?

Il fil rouge di questo mistero rimane allora la comune fede in Sarenrae delle famiglie di appartenenza, nonché il numero sette. Proprio il numero sette, infatti, secondo il folklore locale è collegato al concetto di inizio, di principio. È considerato un numero propiziatorio.

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Kyras

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