Karnak Reborn

Nascondere le foglie nella foresta

I PG si preparano ad assistere all’”_Atto di purificazione_”, evento cui sono stati invitati da Daudi Zahur-Rani. Nel frattempo, visto che all’appuntamento mancano alcune ore, decidono di recarsi al porto, in modo da fare qualche domanda sull’mezzelfo, quel terzo uomo che fa parte dell’*AKND*.
Riescono a scambiare quattro chiacchiere con alcuni marinai annoiati: alcuni provengono da Cheliax e si trovano lì ad ammazzare il tempo tra un carico e l’altro. Dagli aneddoti di queste persone emergono alcuni particolari interessanti. È vero, il mezzelfo in questione si fa vedere nel porto di Azir sempre in circostanze ben precise, ovverosia quando ci sono dei carichi da e per Cheliax e gli altri paesi limitrofi. Tutti conoscono il mezzelfo, che tra l’altro è stato visto a una cena organizzata dall’autorità portuale di Corentyn, guarda caso proprio quando Simoneto Fosca, responsabile della sorveglianza anticontrabbando, è stato di fatto esautorato dall’arrivo di una squadra di specialisti mandata dalla capitale cheliaxiana.

Coincidenza? Chissà! Intanto, tra i vari lupi di mare emerge una figura che si rivela decisiva per i PG. Un certo Ursion, un mercante che ha passato buona parte della sua infanzia a Est, a Tian Xia. Innanzitutto egli è in grado di indicare, cosa che fa puntualmente, il luogo dove opera il mezzelfo, che si chiama Minaros. Si tratta di una casa non troppo lontana dal porto, dove Minaros risiede allorchè si trova ad Azir. Ursion parla inoltre di un grande interesse per Osirion: la stessa Pathfinder Society, ma a questo punto lo stesso Aspis Consortium, sono collegati a una serie di spedizioni archeologiche effettuate con navi noleggiate alla “Green Behir”, la compagnia internazionale di commercio di cui Ursion è ufficiale.

Come se non bastasse, Ursion si rivela particolarmente interessato ai sacchetti che i PG portano alla cintola, quelli regalati loro da Varkonarr Wintrish, l’uomo di Chartagnion ad Azir. Sembra contengano uno strano potere, che non è magia ma deriva direttamente degli esseri umani: un potere che Ursion sapeva utilizzare, anche se è passato molto tempo e ora si dice arrugginito. Un potere mentale, insomma, che i maestri dell’Arte di solito usano accumulare in particolari oggetti, dotandoli così di poteri sovrannaturali. I sacchetti in questione sarebbero impregnati di un potere che consente di “vedere”. Forse un modo per tenere i PG sotto controllo. Wintrish li sta spiando.

Una volta concluso l’incontro, i PG decidono di raggiungere l’auditorium dove si deve tenere l’Atto di purificazione. Si tratta di una cerimonia alla quale presenziano autorità locali e personaggi in vista, tra cui lo stesso Zahur-Rani, il quale ha sponsorizzato direttamente la conversione di un ex-fedele di Iomedae.

La cerimonia, alla quale i PG vengono accolti come eroi per aver salvato Jwahir, la figlia di Zahur-Rani, di per sé è molto noiosa. Ma anche in questo caso, il Destino sembra venire incontro al gruppo. L’ex-fedele di Iomedae, che si chiama Kosmas Gurnari, scambia quattro chiacchiere con i PG, raccontando una storia molto interessante. A Botosani, cittadina a sud di Azir, nell’ultimo anno si era formato un piccolo culto di Iomedae, al quale egli era collegato. La cosa è stata agevolata dallo sconforto in cui versano i cittadini di Botosani; il deserto avanza sempre più, le magie degli stregoni dell’Occularium sembrano inefficaci. In più, oltre al problema della desertificazione, sempre nell’ultimo anno sono aumentati a dismisura casi di malformazioni agli animali, ai neonati. Non manca un numero esorbitante di bambini nati morti, di pazzia tra gli adulti e di gemelli siamesi. È soprattutto quest’ultimo particolare che attiva la mente di Oyun: nella sua terra tali avvenimenti, per loro natura fortunatamente molto rari, sono spesso associati a eventi miracolosi, o alle attività di creature semi-divine.

Ma ciò che risulta ancora più interessante è la dinamica con cui il culto nascente di Iomedae è stato scoperto: una delle persone più attive al suo interno, nell’ultimo anno, è stato un certo mezzelfo. Proveniente da Cheliax, spesso ha contrabbandato testi sacri, consegnandoli al chierico di Iomedae presente a Botosani. Ha insomma contribuito molto alla crescita del gruppo… salvo poi tradirlo. È lui che ha guidato la Pure Legion nei luoghi di preghiera, è lui che ha fatto in modo che il culto venisse stanato.
A questo punto i PG sono sicuri del fatto che il mezzelfo legato alla AKND sia lo stesso che ha tradito il culto di Iomedae, oltre che lo stesso che ha fatto in modo di rapire i figli dei fedeli di Sarenrae a Corentyn. Ma perché tradire il culto di Iomedae?
A Oyun viene in mente una frase detta da Zahur-Rani in tutt’altro contesto: “Nascondere le foglie nella foresta”. Se vuoi nascondere qualcosa, mettila laddove tutti la possano vedere, ma sotto una luce diversa.
Forse che Minaros aveva l’interesse a nascondere qualcosa di ben più pericoloso del culto di Iomedae? Qualcosa legato alla leggenda di Mektep-Han, entità leggendaria cui l’AKND si è votata sin dalla scelta del simbolo e del motto?

La verità non può essere lontana. Ora i PG hanno un volto, un nome e un indirizzo. Una casa, nel pieno centro di Azir, dove al riparo di occhi indiscreti Minaros ha tramato, diventando parte importante di questa contorta partita.

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Kyras

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