Karnak Reborn

Veleno

Una volta concluso l’Atto di purificazione, i PG cercano una locanda con l’obiettivo di rifocillarsi e di contattare Varkonarr Wintrish. Usando il cristallo di ametista, gli parlano delle loro ultime scoperte e gli chiedono maggiori ragguagli sui sacchetti che lui ha donato loro. Egli si dichiara ignaro del fatto che possano essere oggetti in grado di spiare i PG, e afferma di essersi limitato a comprarli da un mercante di Azir.
Wintrish fa inoltre sapere che la Gilda dei Ladri di Azir è disponibile a un incontro con i PG e chiede loro di passare presso il suo negozio, Opera 23, una volta conclusa la cena.

L’imprevisto è ancora una volta in agguato. Proprio mentre Jagr si accorge di alcune anomalie nel modo di apparecchiare la tavola, i PG si sentono male: sono stati avvelenati! Mentre gli altri avventori si prodigano per aiutarli, i PG – uno a uno – perdono conoscenza, mentre il veleno li debilita in modo prodigioso…

Jagr e Alaqai si risvegliano. La notte è passata, le prime luci dell’alba affrescano una stanza riccamente arredata. Capiscono ben presto di trovarsi presso la residenza di Zahur-Rani. Uno suo servitore, che si trovava presso la locanda, ha dato l’allarme e li ha fatti soccorrere dal medico della famiglia Zahur-Rani, il quale ha cercato di salvare loro la vita.
Oyun e Kilvall purtroppo sono morti, uccisi da un veleno che il valente medico non riesce a identificare. Alaqai e Jagr si sono salvati grazie alla loro robusta costituzione. Zahur-Rani si accerta delle loro condizioni, poi li accompagna in una stanza dove sono state sistemate le salme dei due compagni di viaggio. Dopo averli lasciati da soli assieme ai corpi degli amici, ritorna dai PG e chiede loro di poter parlare: ha un peso sulla coscienza e vuole liberarsene.

Zahur-Rani si sente responsabile della morte di Oyun e Kilvall. Ha infatti sottovalutato, così dice, i PG ritenendoli parte in causa nelle vicende fin qui accadute. Invece ora si rende conto di aver sbagliato. Per questo ci tiene a raccontare quella che chiama “la sua parte di verità”.

Più di due anni fa un membro della Pathfinder Society, Colm Safan, che lavorava su missioni specifiche condotte a Osirion e finanziate da Zahur-Rani, dopo dieci anni di ricerche nelle biblioteche di Osirion è riuscito a introdursi in un luogo che si credeva leggendario: conosciuto come La Cripta di Mektep-Han. Questo luogo si trova nella città fantasma di Tumen, a Osirion. Molto bravo nello studio e nelle indagini, ma poco nella vita di avventura, è stato ucciso quasi subito. La sua scorta é riuscita a portare fuori dalla necropoli tre sarcofagi e quello che sembrava essere un artefatto: una maschera adornata di rune magiche.

Purtroppo le loro mosse sono state intercettate. Nel frattempo, la spedizione era stata seguita da un manipolo di spie di Osirion partite dalla capitale Sothis, almeno questo è quello che Zahur-Rani pensa. Le spie osiriane, una volta resesi conto che alcuni stranieri avevano appena profanato una necropoli, non ci hanno pensato due volte e hanno attaccato la spedizione della Pathfinder Society, uccidendone all’istante tutti i membri, tranne quattro che sono riusciti a scappare. Tre hanno fatto perdere le loro tracce, almeno questo è quello che risulta a Zahur-Rani, il quarto ha continuato a lavorare per lui e gli ha riferito tutto.
I tre sarcofagi sono state riportati a Tumen per essere rimessi nel loro luogo di riposo. Tuttavia a Tumen queste casse non ci sono mai arrivate. Quello che si sa è che questo manipolo di spie, accompagnato da una piccola guarnigione di soldati, è stata sterminato.
L’unico a salvarsi è stato il capitano: ma da lui non è possibile attingere a informazioni utili perché è sotto shock da allora. Si crede un faraone e vive nell’immondizia, alla periferia di Sothis, guidando un piccolo manipolo di pazzi e barboni.

Ma la storia continua e si complica. Quando la prima guarnigione di spie non è tornata dalla missione, Narmer Sekhmet, capo delle Forze Armate di Osirion, ne ha spedita un’altra, che ha trovato i resti della prima ed è riuscita a testimoniare l’accaduto. Resti umani sparsi nel raggio di 500 metri, i tre sarcofagi vuoti. La seconda spedizione ha intrapreso la via del ritorno e pare sia riuscita a portare a Narmer Sekhmet almeno la maschera.
L’oggetto è stato consegnato subito a Ethan Morvio Utilinus, potente mago di corte, nonché discendente di un’antica famiglia nobile di Cheliax fuggita dal suo paese e stabilitasi a Sargava. Suo cugino è il Barone che amministra l’ex colonia. Ethan Morvio Utilinus ha iniziato a studiare questo oggetto, ma poi è successo qualcosa che ha fatto cambiare di nuovo prospettiva alla vicenda. Dopo qualche tempo, Utilinus è stato costretto dalle circostanze ad allontanarsi da Sothis. Scortato da un paio di manipoli della polizia segreta di Osirion, si è rifugiato in un luogo sconosciuto. Alla base della sua rapida dipartita c’è il fatto che la torre dove studiava e abitava a Sothis é stata bruciata. Ma c’è un ma. Secondo quanto riportato da un altro membro della Pathfinder Society, spostatosi a Osirion per recuperare la salma di Colm Safan ed entrato in contatto con i Figli di Bastet, la Gilda dei ladri di Osirion, alcuni documenti provenienti dall’archivio di Ethan Morvio Utilinus sarebbero stati ritrovati tra le proprietà di un vecchio ricettatore di oggetti osiriani. Uno gnomo che abita e lavora a Corentyn. Il che ci autorizza a pensare che l’incendio sia solo una copertura per far sparire le tracce di quello che si trovava nascosto in quella Torre.

Il mosaico si sta componendo, anche se ai PG manca qualche tassello. La maschera, ad un certo punto, potrebbe essere arrivata a Cheliax, nelle mani di Patronicus Drendane. Egli ne ha intuito il potenziale, ha chiesto aiuto ai diabolisti dell’Esoterium per togliersi d’impaccio, nel frattempo però questa maschera ha attirato le attenzioni di molte persone e organizzazioni. L’AKND, che guarda caso serve anche come copertura per la rinascita del culto di Mektep-Han, probabilmente la mezzelfa emissario del Nephandum, i chierici di Nethys, probabilmente la famiglia Ibn Hassir.

Finito il suo racconto, Zahur-Rani mette in campo le sue forze e prova a riportare in vita Kilvall e Oyun. Solo il barbaro del nord si salva, sebbene rivedendolo Alaqai nota in lui un alone diverso. È ancora l’Oyun che lei conosce e apprezza? E se questo agguato fosse invece una montatura dello stesso Zahur-Rani, verso cui ora i PG sono peraltro in debito?
Ma soprattutto, dove sono ora le tre mummie contenute nei sarcofagi? Dove sono Aton, Karnak e Meri-Duat?

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Kyras

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