Jagr Lanstey

Paladino di Sarenrae.

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Bio:

Ultimo di due fratelli nati in una pia famiglia di artigiani di Blackbog molto devoti a Iomedae, il giovane Jagr Lanstey viene mandato nel seminario dei fedeli della scudiera celeste di Aroden, con l’intenzione di farlo diventare paladino. Durante quel primo apprendistato dimostra subito maggiore attitudine per l’addestramento marziale che non per la preghiera e la meditazione, dalle quali, a lungo andare, lo distrae un animo curioso e perennemente in movimento.

E’ proprio questo spirito ansioso di evasione e di avventura a fargli inseguire certi racconti favolosi uditi da viaggiatori provenienti da terre lontane, che parlano di soli cocenti, sabbie arroventate, e di una Signora dalla chioma di fiamma capace di donare ai suoi prescelti il potere di annientare nel fuoco genii malvagi e spiriti ingannatori.
Non molto tempo dopo, tra lo stupito rammarico dei suoi familiari, Jagr lascia la chiesa di Iomedae per aderire a quella di Sarenrae, trovandola ancora più congeniale al proprio temperamento. Una volta, tornando a casa da sua madre durante una licenza, le racconta entusiasta: “Mamma, i precettori ci hanno insegnato che un servitore di Sarenrae concede sempre al nemico una possibilità di arrendersi, prima di passare alla violenza! Capisci cosa vuol dire…? UNA possibilità!”. E mentre lo dice, un certo bagliore sinistro gli brilla per un attimo negli occhi.

Convinto del fatto che la dedizione alla via del paladino non implichi per forza che si debba smettere di godere dei semplici piaceri della vita, come sembrano pensare certi colleghi fanatici o semplicemente esibizionisti, Jagr ama rilassarsi e fa facilmente amicizia con chi gli ispira fiducia. C’è qualcosa in lui che lascia quasi sempre un’impressione favorevole in chi lo conosce; d’altronde, fin da bambino, il minore dei Lanstey dimostra un carattere gentile, sincero e caratterizzato da un forte senso della giustizia, specialmente quando si tratta di difendere i più deboli (innumerevoli zuffe di strada con ragazzi più grandi di lui lo testimoniano). Anche la scelta di rinunciare a una parte dell’addestramento militare per la carriera di Ospedaliere, in modo da dedicare la massima parte dei suoi poteri ad alleviare le sofferenze altrui, rivela un animo profondamente altruista.
Eppure, hanno notato i suoi insegnanti, la sua vivace intelligenza sembra annoiarsi nella contemplazione e nell’imitazione dei modelli del Bene, per esempio attraverso lo studio delle gesta dei Santi e dei grandi paladini del passato, e pare maggiormente attratta dall’indagine sul Male, di cui si sforza di capire gli oscuri meccanismi. Ha voluto imparare sia la lingua Infernale che il deforme idioma demoniaco degli Abissi, applicandovisi con dedizione quasi sospetta e certamente degna di miglior causa.

Ma nulla sembra dare soddisfazione ad Jagr come dimostrare prodezza in combattimento, attività che evidentemente risveglia in lui una passione quasi selvaggia. Non è mai riuscito ad abituarsi all’elegante stile dei dervisci di Sarenrae, che danzano roteando le scimitarre fino a farle incendiare nell’aria. Non molto alto e di corporatura tarchiata, per quanto l’agilità non gli manchi preferisce fare affidamento sulla propria forza bruta per schiantare il nemico al primo colpo con l’arma più massiccia e pesante che riesca a impugnare. Se alcuni dubitano dell’eleganza di questo stile, pochi nel monastero si sono lamentati della sua efficacia; quasi nessuno l’ha fatto ad alta voce.

Jagr Lanstey

Karnak Reborn Nekomante