Karnak Reborn

L'arrivo a Corentyn

Arrivati in città, i PG sono ancora frastornati da quanto accaduto loro nell’avamposto di Thornewood. Inoltre, stentano ad ambientarsi. Corentyn rappresenta ai loro occhi tutto il peggio di cui il decadente Impero di Cheliax è capace.
Il porto pullula di malintenzionati, gli abitanti non trattengono la loro diffidenza nei confronti degli stranieri. Ovunque ci sono pattuglie di Hellknight e manipoli di Inquisitori a caccia di eretici e criminali comuni. A questo si aggiunge il disagio dovuto all’ingombrante presenza di Diabolisti e discepoli di Asmodeus, che non perdono occasione per far sfoggio della propria crudeltà, spesso accompagnati nelle loro scorribande da servitori infernali e diavoli.

I PG, esortati dal paladino di Sarenrae, Jagr Lanstey, si muovono subito alla ricerca di una nave diretta a nord. Blackbog, borgo varisiano dove le loro avventure sono iniziate, corre seri rischi: la nube di oscurità che circonda la città e il territorio limitrofo – a quanto ne sanno i PG – non è stata debellata, e l’influenza del Nephandum e del suo emissario (una drow di nome Aleonor) potrebbe essersi fatta più forte, soprattutto se si considera il periodo di assenza del gruppo, impegnato a scappare da Davion il Pazzo e dai suoi sgherri.

Purtroppo per i PG, viaggiare verso nord è più difficile del previsto. La prima possibilità sarebbe quella di farsi assoldare come cacciatori di schiavi, cosa che i PG evitano perché lontanissima dalle loro convinzioni etiche. La seconda, convincere una nave mercantile diretta a nord a fare scalo a Varisia: anche questa chance, però, sfuma.

Ad un certo punto, la situazione cambia. Invitati da un misterioso messo a fare visita alla libreria “Il Sole e la Spada”, i PG conoscono il titolare Almig Raithanoss. Un uomo molto cordiale, che ha notato le insegne di Sarenrae sulla divisa di Jagr Lanstey e che, in quanto fedele della Dea della Luce, e avendolo visto in chiara difficoltà, vuole aiutarlo durante la sua permanenza a Corentyn.

Come prima cosa lo fa sistemare in una locanda, la “Death & Taxes”, gestita da un amico, Kurzen Roost, un elfo di Kyonin che lavora anche come coltellinaio. Qui i PG trovano un luogo sicuro e apparentemente lontano dalle mire di Hellknight e Inquisitori: la “Death & Taxes” è infatti una locanda che sorge in un seminterrato nel quartiere dei mercanti, proprio sul retro del negozio di coltelli pregiati di Kurzen. Il gruppo, inoltre, viene a sapere che per un qualche motivo la locanda è stata eletta “zona franca”. In questo luogo, tra una pinta di Geld Lane Gold, un calice di Aelfwine e un ottimo stufato della casa, si incontrano – dopo aver messo da parte eventuali dispute e rivalità – associazioni di mercanti, gilde, famiglie potenti di Corentyn, e qui discutono di affari, ben lontani da orecchi indiscreti e dalle autorità cheliaxiane.

Tra i frequentatori abituali della locanda, vi sono membri ed emissari dei Menavue e dei Cortulay. Si tratta di due potenti famiglie di Cheliax: la prima detiene il monopolio sull produzione di monete per conto dell’Impero, incarico ricevuto dalla stessa famiglia Thrune. I Cortulay, invece, si occupano di estrazioni minerarie e commercio di metalli grezzi, attività grazie alle quali hanno ovviamente costruito la loro fortuna. In entrambi i casi, si tratta di famiglie appartenenti alla nuova nobiltà cheliaxiana, quella sorta 68 anni fa quando la famiglia Thrune è arrivata al potere grazie alle sue alleanze diaboliche.

Kurzen è aiutato nel suo lavoro da Davok Stronghand, uno sfortunato Dworg figlio delle guerre del nord tra orchi e nani, il quale, pur cimentandosi come cameriere, non fa nulla per nascondere un passato da mercenario e da combattente in una delle arene private di Cheliax.
Ad ogni modo, e nonostante una certa bontà d’animo che traspare dal suo atteggiamento, Davok è molto chiacchierato nel quartiere: si dice che anni prima abbia picchiato, quasi a morte, un Diabolista molto vicino all’establishment di Cheliax, che sia un violento, un tipo da cui è meglio tenersi alla larga.

La sera dopo essersi sistemati in locanda, i PG ricevono la visita di Almig Raithanoss, che deve parlar loro di “un problema” cui aveva fatto accenno già al momento del primo incontro. Almig ripone molta fiducia nel gruppo, specie per la presenza di Jagr Lanstey, che viene definito “la risposta alle nostre preghiere”.
La cena assume una tinta preoccupante nel momento in cui Almig espone il problema al gruppo. Negli ultimi giorni, a Corentyn, sono stati rapiti sette bambini (forse otto). Età dei rapiti, dinamica dei fatti, condizione sociale delle famiglie, regione di provenienza o lavoro dei genitori. Nulla che leghi gli avvenimenti tra di loro, se non il fatto che si tratta di figli di fedeli di Sarenrae. Questi ultimi si ritrovano settimanalmente a pregare, di nascosto, nel sotterraneo posto sul retro della libreria “Il Sole e la Spada”, ma non hanno (ancora) rivelato ai figli la loro fede, aspettando che siano maggiorenni per inserirli nella comunità. Sarebbe troppo rischioso, infatti, che uno dei ragazzi, senza rendersi conto delle conseguenze, parlasse della fede in Sarenrae ad amici e conoscenti. Un gesto simile comporterebbe automaticamente la sparizione dell’intera famiglia nelle segrete di qualche forte.
Il favore che Almig chiede ai PG è di aiutare la comunità di fedeli, compiendo le opportune indagini. Offre tutto il supporto possibile, ma ripete che non può esporsi troppo per paura delle autorità locali, oltre che non saprebbe nemmeno da dove iniziare.

Nel frattempo, la locanda si anima. Fa il suo ingresso una persona che viene descritta come famoso artista di Corentyn. Si chiama Azaneta ed è una Tiefling, che proprio quella sera terrà una piccola esposizione di quadri nella locanda.
Il giorno stesso, Azaneta ha conosciuto una persona, che da mesi sta cercando Alaqai, la barbara fuggita dalla sua tribù e in seguito, circa un anno fa, unitasi al gruppo di Jagr Lanstey e del nano Kilvall Alragg. Seguendo indizi e intuizioni mistiche, tra cui l’insistente visione di un’elfa scura che pedina la barbara, egli si è recato a Corentyn per scoprire che fine ha fatto Alaqai. I due fanno parte della stessa tribù: Alaqai combatteva, lui era il braccio destro dello sciamano.
Azaneta, che deve possedere un qualche tipo di potere divinatorio, quasi inconsciamente ha dato appuntamento allo straniero, dimostratosi interessato al potere emanato dai dipinti.
E quindi egli si sta recando alla locanda “Death & Taxes”, curioso di vedere le ultime creazioni …

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Diario dell'avventura

Qui terremo traccia delle avventure dei vostri PG. Sessione dopo sessione, verrà pubblicato un breve riassunto di quanto accaduto.

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